BID ON fashion store: un progetto innovativo

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Il BID ON fashion store ha ricevuto il terzo premio al Grand Prix Casalgrande Padana, un riconoscimento che mette in evidenza l’accurato e innovativo lavoro svolto dallo Studio di architettura Drigo che ha firmato il progetto. Ecco i punti chiave della progettazione e la ragione per cui lo shoe store risulta essere un modello innovativo e di riferimento.

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BID ON Magazine: Uno dei motivi per cui il vostro progetto si è aggiudicato il terzo premio al prestigioso concorso è quello di aver curato particolarmente la scelta dei rivestimenti. Tra i materiali da voi adottati c’è il grès porcellanato installato con la tecnica della parete ventilata: potete chiarire meglio in cosa consiste questo tipo di messa in opera e il perché l’avete scelta?

Studio Drigo: Ogni materiale utilizzato in architettura fornisce caratteristiche uniche al progetto; a differenza di molti altri, la ceramica concede un’enorme flessibilità al progettista grazie alle sue innumerevoli varanti cromatiche, di texture e di formati. Oggi, la tecnologia del grès porcellanato si è così evoluta da permettere usi prima impensabili, quali ad esempio sistemi di facciate ventilate, che coniugano alti contenuti formali e tecnologici e che permettono interessanti mix con altri materiali come il legno e il metallo.
L’intento del nostro progetto era quello di realizzare un segno forte, un edificio che si stagliasse in modo totemico rispetto al contesto edilizio. L’utilizzo della ceramica e della tecnologia di fissaggio della stessa, ben rispondeva alle nostre esigenze di tipo formale, tecnico e di sostenibilità ambientale nel controllo del confort climatico. La superficie ceramica usata come rivestimento parietale è per noi infatti sinonimo di contemporaneità, rigore formale, ma anche elemento di grande ricchezza compositiva grazie alla possibilità di evidenziare o meno le fughe, utilizzare formati diversi e creare pattern innovativi.Bid-On-fashion-store-10

BID ON Magazine: Lo shoes store si presenta come un enorme monolite intervallato da forature che permettono alla luce di filtrare generosa all’interno: quando avete abbozzato il primo layout del progetto, pensavate già ad uno spazio di questo genere, oppure siete giunti a questa soluzione col tempo?

Studio Drigo: Nel nostro progetto hanno grande importanza i rapporti di pieno e vuoto. La conformazione dei luoghi e lo studio del territorio in cui l’edificio è inserito, ci ha portato a considerare fin da subito l’importanza strategica di ribaltare il paradigma della superficie commerciale al piano terra, svuotando questo livello sia in termini di funzioni che in termini di forma. Lo spazio è infatti prevalentemente vuoto, contiene pochi elementi a forma organica, quali l’ingresso vetrato, le vetrine espositive, un bar, proponendosi come una piazza dove si svolgono eventi e sfilate.

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Allo store si accede dalle scale mobili disposte all’ingresso, oramai diventato sede di eventi culturali di prestigio. La scelta di disporre il prodotto nel piano superiore è stata una scelta fondamentale del progetto. Con l’ingresso al centro del negozio si è eliminata ogni gerarchia interna rendendo uno spazio commerciale molto ampio facilmente fruibile.

Al piano superiore il volume si presenta invece come un “pieno”. Una superficie muta dove però si inseriscono forature di diverse dimensioni che ristabiliscono il rapporto interno esterno, lasciando filtrare la luce naturale e creando, con il loro gioco di luci, punti di interesse e di richiamo per i clienti.
Internamente, la permeabilità del negozio alla luce naturale è stato un obiettivo che ci eravamo posti sin dalle prime bozze progettuali, mettendo in primo piano il benessere del cliente e della sua permanenza all’interno di un luogo di tali dimensioni.

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BID ON Magazine Quali sono stati i compiti più difficili che vi siete trovati ad affrontare?
Studio Drigo: Le peculiarità delle richieste del cliente. La traduzione delle sue necessità in progettualità di qualità.

BID ON Magazine Entrando nello store, la sensazione è quella trovarsi in uno spazio sì molto grande, ma per nulla opprimente come lo sono in genere i negozi di queste metrature. Con la famiglia Bidon – i committenti del progetto – l’idea è stata sin da subito quella di uno store diverso dagli altri?
Studio Drigo: Certamente. Proprio i nuovi luoghi del commercio in cui l’acquisto deve essere accompagnato ad una esperienza emozionale studiata, richiedono una attenzione particolare all’aspetto architettonico ambientale. Ciò implica una particolare cura delle forme, delle luci e delle scelte di dettaglio.

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BID ON Magazine Con i committenti avete avuto sin da subito un’intesa sul progetto? La famiglia Bidon vi ha fatto delle richieste precise per il loro store?
Studio Drigo: Le tematiche dell’architettura dei nuovi luoghi dell’acquisto, hanno portato ad un iniziale confronto dialettico con il committente che ha avuto la capacità di intuire i nuovi paradigmi di queste architetture con le relative implicazioni, come per esempio in modo particolare, la distribuzione interna circolare, innovativa nello scenario della realtà del commercio.
Gli elementi più dibattuti sono stati la superficie di vendita al piano primo e la distribuzione interna dei prodotti senza gerarchie. Una volta capiti gli elementi fondamentali di tali scelte, c’è stato il perfetto coordinamento con il committente. Spesso le incomprensioni con la committenza nascono da una incapacità del progettista di comunicare il progetto coniugata con una scarsa cultura progettuale architettonica del cliente. Ma non è stato questo il caso.

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BID ON Magazine: Se doveste definire il BID ON fashion store con uno di questi tre aggettivi, quale è a vostro avviso il più azzeccato? Contemporaneo, confortevole o innovativo?

Studio Drigo: Contemporaneamente confortevole e innovativo. Al di là del gioco di parole, lo store vuole porsi come un modello innovativo di riferimento. Molte scelte derivano dalla riflessione di un nuovo sistema di proporre i prodotti di moda.

BID ON Magazine: Qual è – guardando lo sviluppo del progetto a posteriori – la cosa di cui siete più fieri?
Studio Drigo: L’elemento di assoluta novità che questo store rappresenta.

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BID ON Magazine: La progettazione dell’illuminazione è sempre complessa: nel caso di questo edificio, viste le dimensioni e la distribuzione degli spazi, deve esserlo stato ancora di più. Come avete gestito l’illuminotecnica?
Studio Drigo: La luce all’interno dello store è stata studiata e progettata in una combinazione che vede la fusione, durante l’arco della giornata, di luce naturale ed artificiale. La luce naturale data dalle ampie vetrate sulle pareti garantisce una sensazione di benessere non claustrofobica tipica dei grandi store, mentre la luce artificiale a led è stata progettata fin nei dettagli. Abbiamo studiato le varie tonalità di colore per i diversi spazi di vendita e calcolato intensità diverse tra percorsi e oggetti esposti, come si usa per le grandi esposizioni museali, in modo da valorizzare al massimo i prodotti esposti, facendo risaltare i colori e le trame dei tessuti.
Il design di tutta l’illuminazione presente in Bid-on fashion è stata progettata, disegnata ed eseguita dallo Studio esclusivamente per lo store e per rispondere alle necessità di illuminazione del particolare layout di vendita.

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BID ON Magazine: Come studio di architettura, osservate con curiosità ed interesse ciò che viene realizzato dagli altri vostri colleghi: qual è l’architetto che sentite più in linea con voi? Herzog & De Meuron, Renzo Piano, Richard Meier o Foster?
Studio Drigo: Tutti bravi, ma un simpatico riferimento può essere rappresentato da Miralles.

BID ON Magazine: Ingegneri, progettisti architetti, designer: il vostro studio si pregia di tutte queste figure professionali. Quanto conta per una struttura come la vostra, avere alle spalle un team di esperti, capace di spaziare con progetti anche assai diversi tra loro?
Studio Drigo: La progettazione richiede un team interprofessionale che possa dare risposte competenti a problemi complessi. Questo concetto apparentemente semplice, non viene spesso capito da molti committenti che pensano di risolvere le questioni progettuali attraverso forme professionali improvvisate o scarsamente competenti, ottenendo ovviamente risultati di basso livello sia in termini formali che tecnici.

BID ON Magazine: Pensavate che il progetto dello store BID ON fashion potesse essere nominato e che poi vincesse il terzo premio al Grand Prix Casalgrande Padana? O è stata una sorpresa?
Studio Drigo: Una sorpresa attesa, poiché eravamo convinti della qualità del progetto.

BID ON Magazine: Quanto tempo c’è voluto per realizzare il progetto tra fase progettuale ed effettiva costruzione?
Studio Drigo: Ventiquattro mesi tra progettazione ed esecuzione. Un record! Con una gestione di realizzazione ad “appalto regia” in cui lo Studio Drigo ha coordinato una decina di imprese nel cantiere per un tempo di realizzazione di 13 mesi.

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BID ON Magazine: Il BID ON fashion store è diventato, grazie alla sua identità contemporanea, uno spazio dove scegliere non solo i migliori prodotti, ma anche dove circondarsi di arte e passare del tempo con gli amici in un bar piacevolmente raffinato: era questo il messaggio che lo studio Drigo voleva trasmettere con il progetto?

Studio Drigo: È una delle tante risposte che lo studio si proponeva all’interno di un percorso di qualità progettuale.

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