La scultura di Arianna Gasperina

L’Area Eventi 38 avrà il piacere di ospitare, a partire dal 19 gennaio, la scultura di Arianna Gasperina e l’opera pittorica di Silvano Menegon. Abbiamo avuto il piacere di intervistare entrambi gli artisti che apriranno l’edizione 2018 di Arte Contemporanea, rassegna curata da Alessandra Santin. Ecco quanto ci ha raccontato Arianna Gasperina in merito al suo processo creativo ed approccio alla scultura.

Photo credits ©Rivier De Mari

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BID ON fashion: Arianna, in passato si è dedicata alla scultura in bronzo e diversi altri materiali, mentre ora sembra lavorare esclusivamente con il legno: a cosa deve questa scelta? È una scelta dovuta alla duttilità del materiale o è perché sente più suo questo supporto?

Arianna Gasperina: Sembra buffo, ma è la vita stessa che mi ha portato al legno, per poi rimanerne affascinata sentendo e scoprendo le affinità che ho con questo materiale.
Inizialmente non amavo l’idea di lavorare su questo supporto, poi però l’ho sentito parte integrante di me, diciamo “pura poesia”.
Ho iniziato a lavorare la creta ventiquattro anni fa, poi fu la volta del bronzo che è una conseguenza facile dato che la tecnica prevede il calco di una scultura di creta, il trasferimento in gesso e successivamente si hanno le fasi di cera e terra refrattaria per la fusione finale in bronzo. Conobbi così il bronzo, materiale indistruttibile dal tempo, ma anche facilmente realizzabile visto che basta essere dei bravi modellatori. Ogni stadio di lavorazione per arrivare alla fusione del bronzo offre la possibilità di aggiunte e sottrazioni dei materiali nelle fasi intermedie. Il bronzo comunque non mi soddisfava, lo sentivo freddo sebbene per le opere monumentali ha un gran bel carattere.
Desideravo diventare uno scultore su marmo e il passaggio successivo al bronzo è stato la lavorazione della pietra. È stata un’esperienza magnifica, con ovvie problematiche di gestione di strumentazioni per nulla banali.
Poi, quasi per sfida e per gioco, mi sono imbattuta sul legno. Ed è proprio allora che il caso – che poi non è mai un caso – mi fece conoscere un bravissimo scultore su legno. Era l’estate del 1998 e di lì a poco iniziai a a cimentarmi con questo supporto per capirne la differenza con gli altri materiali, sapendo bene che pietra e marmo sarebbero rimasti tra i miei materiali preferiti, ma decisamente più difficoltosi per problemi di spazi lavorativi e pesi non indifferenti.
Fu proprio allora che feci una scoperta che si tramutò in una magnifica sorpresa. Il legno mi ha trasmesso immediatamente la poesia della sfida del togliere che non ha la creta e men che meno i vari processi per arrivare al bronzo. La magia dello scolpire sta sia nei legni duttili che nei legni nettamente più ostici. Accade anche per opere di grandi dimensioni: seguire le venature, ascoltare ogni fibra, non trattare questo supporto come un qualsiasi materiale inerme, ma valorizzarlo con il soggetto scultoreo giusto.
Mi sono quindi appassionata per sua similitudine alla vita dell’uomo: esso vive, si trasforma, e man mano che passano gli anni diviene sempre più bello, profondamente segnato, trasparente nel racconto di sé.
Tuttavia non lavoro esclusivamente il legno, ma continuo a coltivare la bellezza e la potenza della pietra e marmo.
Due esempi di miei lavori li troviamo qui vicino: presso la prefettura di Gorizia che ospita all’interno dell’atrio di ingresso una mia opera e anche lungo la scogliera di Caorle, dove si trova una figura d’angelo di mia realizzazione.

Photo credits ©Rivier De Mari

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BID ON fashion: La sua opera scultorea prevede diverse fasi che implicano l’utilizzo di strumentazioni pesanti e che necessitano di una buona manualità: motoseghe, mazze, scalpelli, sono solo alcuni degli attrezzi di cui si serve per realizzare le sue opere: si è sempre sentita a suo agio nell’utilizzo di questi strumenti?

Arianna Gasperina: L’utilizzo di questi strumenti caratterizzano fortemente la mia lavorazione: è vero, amo strumenti pesanti, definibili anche brutali. Parlando del legno, la motosega la uso fino ad arrivare alla “pelle” del soggetto che sto scolpendo, quindi quasi fino alla fine. Poi, solo alcune delle parti le ricerco con scalpelli e raspe, mentre con la pietra, uso il flessibile per i tagli e la mazza con lo scalpello da sbozzo per arrivare a volumi grezzi e potenti.
Confermo che mi trovo assolutamente a mio agio con questi oggetti da quando vidi cosa si poteva ottenere da una motosega. Un giorno un mio Maestro mi fece vedere un volto di Cristo realizzato esclusivamente con quell’attrezzo e in quel momento mi son detta: é lì che voglio arrivare, all’espressione massima data da questo strumento nato per tutt’altro tipo di lavorazione. Desidero arrivare alla poesia dell’anima con la motosega.
Sento che questi sono strumenti che mi danno l’opportunità di fare fluire in maniera forte e pulita quell’energia espressiva che custodisco dentro me.

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BID ON fashion: Dai tratti decisi che contraddistinguono le sue opere, si comprende che il bozzetto e la fase progettuale rappresentano una minima parte del suo lavoro. In realtà è il suo scalpello ad estrarre il soggetto dal tronco e a definire le forme: condivide questa nostra sensazione?
Arianna Gasperina: È esattamente così. L’idea e lo studio comunque sono sempre stati parte del mio modo di lavorare. La tecnica deve esserci e – grazie a questa ricerca sia nel disegno che nella tecnica – mi posso permettere poi di lavorare liberamente esprimendo al massimo l’anima e ciò che sento: le mie sensazioni, i sentimenti, il dolore, le gioie, i passaggi di vita densi.
Inizio ad affrontare il tronco anche solo quando “ho una sensazione” o dopo aver realizzato uno schizzo velocissimo su carta. A volte sono solo un paio di segni su carta e poi parto con i volumi che, come chiamo io sono “volumi d’anima”.

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BID ON fashion: Cos’è che la interessa di più del processo creativo?
Arianna Gasperina: Il sapere donare forti emozioni. Anche sviluppando temi profondi, la risultante è sempre la speranza. È come mettere un seme nel cuore di chi desidera ascoltare le mie opere, è un donare e donarsi.
Per ottenere ciò, il momento creativo più importante è quello del portare alla luce volumi sempre più grandi che riusciranno “a parlare”.
Le fasi di sbozzo sono importanti e sicuramente sono quelle che danno maggior chiarezza e forza espressiva, così come le fasi di pulizia e di definizione per focalizzare il mio intento.
Si tratta di una costante ricerca del bello che parla.

BID ON fashion: Cosa desidera trasmettere al pubblico: il suo legame profondo con la natura, una particolare spiritualità o semplicemente il bisogno che avremmo noi tutti di fermarci ad osservare e apprezzare il dettagli di gesti di lavorazioni antiche?
Arianna Gasperina: L’arte penso debba portare in sé la cultura del bello. E per me il bello dev’essere un “bello che parla”.
Nella vita la cosa più importante è comunicare in modo pulito ciò abbiamo nel nostro profondo.
La mia speranza è aiutare le persone a liberarsi dalle gabbie in cui la società a volte ci limita: la superficialità, il vuoto interiore, la freddezza, per arrivare invece alla consapevolezza che la bellezza dell’esprimersi con la parte più intima è la vera potenza.
Arrivare quindi a liberare i sentimenti, le sensazioni, nell’amore per amore con amore, nell’ascolto di sé e degli altri. Per poter sperare in un mondo migliore, credo l’unica soluzione sia quella di aprirsi.
La chiusura è morte, la condivisione di sé è vita.
L’arte può essere una delle chiavi per proseguire questa strada con un linguaggio universale e rispettoso.

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BID ON fashion: Com’è che sceglie i suoi supporti? Da dove provengono i tronchi di cui si serve?
Arianna Gasperina: La scelta del materiale dipende da ciò che voglio trasmettere o dal luogo in cui le opere dovranno essere posizionate.
Parlando del legno, scelgo l’essenza in base al progetto o all’ispirazione. In genere sono piante provenienti da abbattimenti programmati: si tratta quindi di ridare vita a queste meravigliose presenze che sono gli alberi.
Se il progetto necessita di tavolame e materiale già pre essiccati arrivano dalla segheria, tuttavia si tratta di casi rari perché amo l’unicità del tronco.
BID ON fashion: Che tipo di legno predilige?
Arianna Gasperina: Amo il castagno per la sua potenza e per la sua colorazione e fibra, il cedro del Libano per la sua pasta morbida chiara e per il suo profumo coinvolgente.

BID ON fashion: Anche da bambina era più interessata alla tridimensionalità degli oggetti, oppure questa attenzione è nata dopo aver sviluppato un percorso con tecniche artistiche tradizionali come la pittura o la fotografia, in cui il supporto è comunque bidimensionale?

Arianna Gasperina: Fin da bambina amavo costruire oggetti o bambole con qualsiasi materiale trovassi a disposizione: si trattava di avanzi di legno del nonno o del papà, chiodi, colle, nastri adesivi, carta e stoffe, cartone e spago, insomma un po’ tutto ciò che potesse aiutarmi a realizzare un’idea, lo utilizzavo.
Poi, grazie al Liceo Artistico che frequentai, mi accorsi che la sezione scultura era quella che più amavo. Le mani erano assetate di trovare la tridimensionalità, correvano in quei 360 gradi di volumi.

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BID ON fashion: C’è una sua opera a cui è particolarmente affezionata e di cui non riesce a separarsi?
Arianna Gasperina: Sono state molte le opere per cui ho sofferto al momento della separazione.
Oggi l’opera che più mi rappresenta e a cui sono più affezionata è “Tra Terra e Cielo” del 2010 che sarà presentata anche in questa esposizione. Si tratta di una figura d’Angelo femminile che si slancia verso il cielo.

BID ON fashion: Chi è stato il suo più grande Maestro?
Arianna Gasperina: Alle superiori avevo scelto due grandi Maestri: Michelangelo Buonarroti e Auguste Rodin, due figurativi molto diversi tra di loro e non solo per l’utilizzo dei materiali, ma anche per due espressioni potenti e coinvolgenti.
Successivamente, i Maestri sul campo sono stati due bravissimi scultori che mi presero in bottega: scultori su pietra, marmo, legno, bronzo e terracotta. Sono stati due Artisti di Treviso, marito e moglie, due potenti figure che mi hanno donato i primi passi verso questa vita fatta di polvere e trucioli.
Poi, come in ogni strada che si percorre, mi sono imbattuta in altre figure di bravissimi professionisti da cui ho imparato svariate sfumature di tecnica.

BID ON fashion: Da dove trae ispirazione?
Arianna Gasperina: L’ispirazione è la vita stessa: un sentimento, una sensazione, un dolore, un pensiero, un volume anatomico su cui poi converge tutto il soggetto che magari vado poi a scolpire.
Sono vibrazioni che mi scuotono da dentro e prendono vita nella tridimensionalità.
Perché amo il legno? Perché queste sensazioni possono liberarsi con forza, con entusiasmo e con notevole velocità grazie alle attrezzature e alla tecnica, esprimendo ciò che porto dentro con vigore, con freschezza e notevole forza. Sul marmo invece il processo del togliere è più zen e meditativo e richiede tempi molto più lunghi.

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BID ON fashion: Qual’è il trait d’union che vede tra la sua opera e quella dell’artista Menegon?
Arianna Gasperina: La forte sensibilità è ciò che ci unisce: la passione, il bisogno, il desiderio di esprimersi attraverso l’arte e l’eleganza che abbiamo anche se con due processi di lavorazione molto differenti, creando grazia e potenza espressiva.

BID ON fashion: Che cosa desidera trasmettere al pubblico di BID ON fashion con le sue sculture?
Arianna Gasperina: La voglia di volare nella profondità di quei cieli che ognuno di noi custodisce dentro di sé, il sapere volare anche contro vento, l’amarsi per ciò che si è e liberare il proprio essere prezioso senza paure né timori, lasciando spazio espressivo anche a chi ci è accanto o che incrociamo per un soffio nella nostra esistenza.

BID ON fashion: Cos’è per lei la scultura? La sua più grande passione, o il “luogo non luogo” dove si sente “a casa”?
Arianna Gasperina: È la mia casa. È la mia Vita. Vivo per la scultura e la scultura vive in me.

Chiara Orlando per BID ON fashion 

Arte Contemporanea: Arianna Gasperina e Silvano Menegon
Inaugurazione venerdì 19 gennaio ore 18.00, presso gli spazi espositivi Area Eventi 38, in via Fermi 24 a Fossalta di Portogruaro (VE).
La mostra è visitabile dal 19 gennaio al 8 aprile con i seguenti orari:
LUNEDì
15:00 -19:00
MARTEDì – DOMENICA
09:00 -12:30 / 15:00-19:00

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